SIRENE – N. 41 DEL GIORNALE STORICO
SIRENE – N. 41 DEL GIORNALE STORICO

Edizione a cura del Centro Studi di Psicologia e Letteratura
volume 41 – OTTOBRE 2025



L’immagine che più ci ricorda, che immediatamente ci viene in mente, sul tema di questo numero è quella di una antica narrazione poetico-mitologica che troviamo in Omero, che mostra Ulisse durante il suo peregrinare per il ritorno in patria. In particolare quando deve affrontare due momenti cruciali per la sopravvivenza: un ‘passaggio stretto’ (tra Scilla e Cariddi) e un ‘canto delle sirene’.

Nell’Odissea, l’isola delle Sirene non ha un nome preciso, ma Omero la descrive come un luogo roccioso vicino a Scilla e Cariddi dove le Sirene vivevano e incantavano i marinai con il loro canto.

Una tradizione successiva identifica questa terra con diverse località, tra cui la zona di Sorrento, Capri e le Isole Sirenuse (Li Galli). Nella narrazione Ulisse fa “tappare le orecchie con la cera” al suo equipaggio e si fa legare all’albero maestro della nave, che possiamo intendere come una metafora dell’Axis Mundi, per non farsi ammaliare e distruggere dall’incantamento che quel canto produce.

Lo stratagemma gli consente di salvarsi. le sirene, creature metà uccello e metà donna, avevano un canto irresistibile che prometteva la conoscenza assoluta in chi lo avesse ascoltato.

Il loro canto conduceva, in una sorta di ‘estasi’ che, come condizione di assoluto isolamento, produceva una sorta di evasione totale dalla realtà circostante nei naviganti poiché li rendeva completamente assorti, incantati, concentrati su quell’un unico oggetto. L’evento si risolveva così in un naufragio mortale, poiché perdevano il controllo della nave e finivano contro gli scogli.


Nella cultura greca, le sirene rappresentavano la duplicità della natura degli esseri umani, combattuti e divisi tra desiderio e annientamento, costituendosi come figure paradigmatiche della lotta dell’uomo contro le forze incontrollabili della natura. Quanta simbolica complessità.

Temi centrali di questa storia, sono l’incantamento estatico prodotto dal canto (il suono delle voci), l’attraversamento della ‘porta stretta’, la perdita di contatto con la realtà, il naufragio. Ma anche, come sottrarsi a quell’incantesimo. Nel mito greco sembra esserci sempre un intervento delle divinità che guidano, ostacolano, o comunque condizionano, i comportamenti umani, orientando il loro destino. Omero ci dice che fu la maga Circe, costretta da Hermes, messaggero della volontà degli Dei, a lasciar andare Ulisse, e a suggerirgli l’espediente su come affrontare le sirene.

Dunque, la volontà degli Dei e quella dell’uomo che può scegliere di obbedire oppure ribellarsi. Il tema dell’incantamento, poi, è strettamente collegato a quello della seduzione: ciò che ci incanta, ci attira come una calamita, e ci spinge a compiere azioni perfino contrarie alla nostra volontà. Essere sedotti da qualcuno costituisce una vera e propria ‘perdita di sé’ a favore della volontà dell’altro, significa entrare in uno spazio di relazione in cui l’altro mi cattura e mi ‘conduce a sé’: la sua volontà si sostituisce alla mia volontà. La forza del suo Desiderio annulla la volontà del mio.

E’ come entrare in una prigione senza sbarre che di fatto paralizza la capacità di autodeterminazione di chi è sedotto, rappresenta il trionfo della volontà e, soprattutto, del suo potere su di me. Sfuggire a questa dinamica rende necessario adottare una strategia; e nel caso di Ulisse tappare le orecchie ai compagni di viaggio, che, sostanzialmente, vuol dire rinunciare all’ascolto, e farsi legare all’albero maestro, restare ‘legato’ ad una centralità, rappresentata dall’albero maestro della nave. Da un punto di vista psicologico ci chiediamo qual è il loro senso: possiamo pensare che, seduzioni ed incantamenti, siano elementi necessari, nelle prove e rappresentino la tentazione che possiamo considerare come la più pericolosa per le funzioni l’Io, quando il soggetto cede all’incantamento e perde quelle funzioni di controllo e orientamento, necessarie per attraversare le prove e nelle fasi della vita.
Infine, bisogna riscontrare una differenza tra essere sedotti, e invece essere persuasi.


La seduzione e la persuasione rientrano, entrambe, nelle forme di influenzamento, ma mentre la persuasione si attua mediante argomentazioni razionali e logiche, la seduzione insiste prevalentemente sugli aspetti che fanno parte dell’emotività e dell’affettività, utilizzando quella fascinazione che supera la semplice convinzione. In breve, la seduzione è un tipo di persuasione che agisce sul piano emotivo e relazionale per attrarre l’altra persona. In entrambi i casi, bisogna dire che hanno la funzione di metterci di fronte alla scelta: cedere oppure sottrarsi.


A proposito delle tentazioni, nella tradizione del Cristianesimo, dopo l’Ultima Cena Gesù si ritira sulla collina del Getsemani, all’Orto degli Ulivi, con Pietro, Giacomo il Maggiore e Giovanni, ai quali chiede di vegliare e pregare con lui. Ma gli apostoli si sono addormentati, perché confidano nel loro maestro e non condividono con lui i tormenti di quella notte. Qui avviene l’episodio della Tentazione di Gesù: mentre sta pregando Dio perché allontani da lui ‘il calice amaro della sofferenza, della morte, interviene la voce di Lucifero/Satana che gli offre il potere su tutte le cose, in cambio della sua adorazione. Il tentativo di seduzione di Satana è sul versante del potere. Ma è nell’accettazione della sua condizione umana che deve essere superata mediante il sacrificio della morte per crocifissione, e nel rifiuto della seduzione da parte di Satana che l’episodio rivela il suo senso profondo: sottrarsi alla seduzione e rinunciare alla tentazione del potere.


In questo numero del Giornale Storico, che si presenta sempre più arricchito da numerosi e nuovi contributi, il lettore troverà anche due rubriche: “Asterischi” e “Letture”. L’intento è di dare uno spazio ulteriore a quelli che riescono ad approfondire il tema proposto con un piccolo saggio, senza interferire con gli articoli che costituiscono il corpo centrale del volume. Pertanto i contributi saranno inseriti dopo gli articoli. Nelle “Letture”, infine, lo spazio sarà riservato a quanti volessero contribuire alla diffusione di opere di recente pubblicazione e/o di sicuro interesse. Buona lettura a tutti.


Il Direttore
Amato Luciano Fargnoli

EDITORIALE – Sirene


Riccardo Brignoli – Il destino della Sirena

Rosanna Canero Medici – Il richiamo delle sirene. Viaggio dentro una dualità attraverso miti e leggende

Franca Cirone – Il fascino dell’abisso

Stefano Cobianchi – Ondina:
l’immaginario del femminile rimosso nel maschile

Sara Della Giovampaola – Intervista a Ivonne Mussoni
La poetessa è una sirena che si inabissa e vola

Alfonso Di Prospero – La seduzione delle sirene e i limiti dell’empatia

Claudio Maddaloni – La sirena Incantatrice

Marina Malizia – Sirene

Maria Grazia Monaco – Il mito delle sirene da Omero ai nostri giorni
Un viaggio simbolico e psicologico

Patrizia Monti – Il canto e il silenzio delle Sirene

Patricia Pagoto – L’identità segreta di Partenope

Virginia Salles – Sirene, che passione!

Giulia Valerio – Quando le Sirene Incantano

Francesco Zicari – Lighea, un incontro con il numinoso


ASTERISCHI


Francesco Frigione – Le sirene e l’iniziazione all’amore

LETTURE


Martina De Stefano – L’ultima Medusa.
Psicologia della fantascienza

Marina Lev – Solo nell’oceano.
La straordinaria storia di Stanislav Kurilov narrata in un libro autobiografico

Virginia Salles – L’ ombra di Euridice. Poesia, sogni, trasformazioni
Recensione del libro di Francesco Zicari, Alpes Italia srl, Roma – 2025


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