Marcello Cotugno – La fantascienza relativa

Non sono un esperto di fantascienza. Non sono neanche uno psicologo. Sono un artigiano. Esercito da dieci anni la professione di regista teatrale e cinematografico.

Mi piace citare quello che dice Natalia Ginzburg quando racconta in “Piccole virtù”, di sentirsi a suo agio solo in un momento: quando scrive. Anche io, come molti altri artisti o presunti tali, sento di dire di trovarmi a mio agio quando dirigo gli attori o quando monto un film, perciò non aspettatevi grandi orazioni, ho un foglio davanti che leggerò e scruterò sempre.

Comunque, io mi occupo di aria, di idee, di emozioni, di dare vita alla fantasia attraverso il teatro e il cinema.

Quello di cui voglio parlarvi riguarda in qualche modo il mio percorso lavorativo inteso in un senso etico e filosofico.

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