“HYBRIS” N. 42 DEL GIORNALE STORICO
“HYBRIS” N. 42 DEL GIORNALE STORICO


A proposito di Hybris un breve escursus per intendere ‘dove’ ci troviamo. E’ sempre utile partire da alcune definizioni. Nel Dizionario troviamo: “Senso di superiorità nei confronti del prossimo, che si manifesta con un costante atteggiamento sprezzante e un’irritante altezzosità: mi rispose con arroganza; ha l’arroganza di scrivermi; l’arroganza del potere”.

Hybris viene tradotto anche come tracotanza “un atteggiamento di estrema arroganza, superbia e repotenza, caratterizzato da un eccesso di presunzione che porta a superare i propri limiti. È sinonimo, infine, di protervia, insolenza e boria, poiché indica chi si comporta con prepotenza, spesso ignorando le regole o i diritti altrui”.

Sembra un ritratto, puntuale, dei tempi oscuri che stiamo attraversando. Nella cultura dell’India troviamo che c’è un Il Kali Yuga (o «Era Oscura») come ultima delle quattro ere cicliche (yuga) previste dalla osmologia indù, caratterizzata da decadimento morale, materialismo, conflitti e ignoranza spirituale. Secondo la tradizione, quel periodo inizia con la morte di Krishna nel 3102 A.C. Sicché siamo immersi nel
Tempo della Discordia: è l’epoca attuale, spesso descritta come il momento più buio del ciclo cosmico, dominato dall’ipocrisia, dalla falsità e dalla sete di potere. Sempre continuando in questa prospettiva, secondo gli antichi testi (come i Purana), in quel Tempo, si manifestano: disprezzo per le tradizioni, una sostanziale perdita di devozione, il predominio dei beni materiali sulla spiritualità e un generale declino delle virtù umane, un periodo che porta a un’agitazione mentale costante, definito come il periodo della mente scimmia, infine, ad una perdita della capacità di concentrazione e meditazione.

Nonostante questo contesto degenerativo, sono possibili interpretazioni spirituali che suggeriscono che l’epoca offre comunque l’opportunità di una rapida evoluzione attraverso la devozione sincera e la ricerca interiore. Lasciando intendere che se si praticano i contrari abbiamo che Il contrario di tracotanza prepotenza, arroganza estrema, superbia) è principalmente umiltà. Altri contrari, appropriati, includono mitezza, sottomissione, remissività, modestia e arrendevolezza, che indicano un comportamento modesto e non arrogante. Altri modi di dire, o meglio sinonimi di Tracotanza, sono arroganza, orgoglio, superbia, presunzione, boria, aggressività, prepotenza, sfacciataggine, strafottenza, sfrontatezza …Infine, troviamo l’Egolatrìa, intesa come quell’eccessiva considerazione della propria personalità o del proprio stato sociale, che porta l’individuo a sentirsi superiore agli altri: un orgoglio smisurato.

Sembra un ritratto perfetto degli attuali governanti che hanno nelle mani e orientano le sorti delle nazioni, dell’intera umanità.

Vale la pena una ulteriore considerazione sul termine orgoglio riferibile ad un forte senso di autostima e fiducia nelle proprie capacità, un sentimento complesso di profonda stima di sé, dignità o soddisfazione per i propri risultati, che può spaziare da una sana autostima a una superbia negativa. Si manifesta come fierezza per le proprie azioni o come “orgoglio arrogante” (presunzione), spesso usato per nascondere alcune fragilità. Si distingue da un ‘orgoglio autentico’, legato a una sana autostima, fiducia nelle proprie capacità, comportamenti prosociali e al raggiungimento di obbiettivi condivisi.

Spesso ci siamo illusi di sapere quale fosse la via giusta per attraversare la vita. E qui sorge il problema dei falsi maestri che, non indicano semplicemente la strada, ma fuorviano. Con l’arroganza e la sicumera di chi ritiene di possedere la Verità.

Nella cultura e nel pensiero dei greci era presente, a proposito della Hybris, un’ammonizione: non peccare di arroganza, di tracotanza, di onnipotenza, di perfezione. Attraverso la metafora del fiume che scorre verso il mare introduce il senso del limite: se ha argini solidi, non disperde le sue energie in rivoli secondari, ma esprime tutte le sue potenzialità. Altrimenti invade il campo circostante eliminando la possibilità di aprirci a quelle potenzialità, dunque, la misura. Da un punto di vista psicologico, superare la misura vuol dire andare oltre il confine di un campo. Per gli antichi romani, la lira era l’unità di misura dei confini, da cui deriva delirare, e la parola delirio. Siamo preda, oggi, di svariate forme di un delirio collettivo? Nella cultura greca, gli dei amavano gli eroi, perché riconoscevano la loro finitudine e mostravano continua gratitudine. Gli eroi greci compivano azioni che solo uomini pieni di audacia, coraggio e virtù avrebbero potuto realizzare. Erano modelli di vita perché avevano salvato la loro Terra da un mostro, da un tiranno, oppure tramesso qualcosa di utile per il popolo intero. Ma gli Eroi sono consapevoli di non essere Dei, e di morire, di essere profondamente uomini e in qualità di uomini non sono esenti dal dolore, dalla malattia, dalla morte. Infine, dobbiamo pensare che, in questo tempo così denso di confusione, violenza ed oscurità, gli Dei si siano ‘voltati dall’altra parte’? Gli Eroi del nostro tempo sono soltanto Eroi negativi, testimoni del Male? “Il mondo sembra premiare la sopraffazione, il profitto, il cinismo, la brutalità. Mi provoca ribrezzo l’insolenza con cui si gioca alla guerra, con cui si assiste alla morte dei civili come se fosse diventata un semplice effetto collaterale, una consuetudine. Ci abituiamo a tutto, dopo un primo moto di indignazione.

Dopo poche settimane, è già uno sfondo. Una fiction”, così dice l’attore Alessio Boni, e, conclude “Don Chisciotte invece ci ricorda che si può ancora credere in un mondo migliore senza chiedere nulla per sé. È folle? Sì. È utopico? Certo. Ma ben venga”. (Alessio Boni, intervista su Repubblica 23.03.26), a proposito di uno spettacolo (Don Chisciotte nella rilettura filologica eppure attuale di Fabio Segatori, al Bif&st in concorso e in sala il 26 marzo 2026).

E’ devastante questa oscillazione tra un’utopia donchisciottesca e la tragedia di una realtà che mostra sempre più la ferocia del suo volto. Il cui effetto collaterale sembra essere questa epidemia di cinismo. Secondo James Hillman, il cinismo non è semplicemente un atteggiamento filosofico di distacco, ma una specifica condizione psicologica, spesso una forma di difesa o il risultato di un tradimento subito. E i recenti episodi di cronaca della violenza quotidiana ci dicono che il cinismo è diventato un registro, una cifra delle relazioni umane: la legge del più forte, il trionfo (spettacolarizzato) sulla vitt per cui sembra ima, la riproduzione del gesto violento sui social, in una sequenza che rende ogni azione normalizzata dalla possibilità: una riproducibilità dell’azione che svincola il soggetto dalla responsabilità e cancella i confini (i limiti) dettati nell’etica delle relazioni.
Il Sovvertimento (La Muda), rappresentato dall’esagramma 49 (Ko) dell’I Ching (il Libro dei Mutamenti cinese), simboleggia una rivoluzione radicale, un cambiamento di pelle metaforico simile a quello degli animali, necessario per la crescita e la sopravvivenza. Questo processo indica che è il momento di abbandonare il vecchio per far posto al nuovo, spesso descritto come “via il vecchio, avanti il nuovo”. [1, 2, 3]

Siamo al colmo di un’epoca di ‘passioni tristi’ come suggerisce Benasayag, di rifiuto, o meglio cecità di fronte alle manipolazione della realtà tali da richiedere un cambio di passo radicale.

Come Centro Studi abbiamo pensato di proporre in questo numero del Giornale Storico, una riflessione sul tempo attuale, così pieno di Hybris.

Adesso lasciamo la parola agli autori. Buona lettura a tutti.

Il Direttore
Amato Luciano Fargnoli

“Hybris”

GIORNALE STORICO DEL CENTRO STUDI DI
PSICOLOGIA E LETTERATURA

Semestrale
Rivista del Centro Studi di Psicologia e Letteratura
fondato da Aldo Carotenuto
Direttore responsabile:
Amato Luciano Fargnoli
Comitato direttivo:
Amato Luciano Fargnoli, Francesco Frigione, Marina Malizia,
Benedetta Rinaldi, Virginia Salles, Luca Sarcinelli
Segreteria di redazione:
Benedetta Rinaldi, Luca Sarcinelli
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Stampata in proprio.

Sommario

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La collaborazione è aperta a tutti gli studiosi.

Gli eventuali articoli (max. 20.000 caratteri spazi inclusi) e i libri per le recensioni
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Per la rubrica “Lettere al Direttore”, potete inviare i vostri contributi all’indirizzo
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Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 70/2006 del 14 febbraio 2006 e n.22/2021
del 24 febbraio 2021

www.centrostudipsicologiaeletteratura.org

Graphic Designer: Daniela Stemberger

Titolo dell’opera in copertina: “La caduta di Icaro” – dipinto olio su tela, realizzato dal
pittore Jacob Peter Gowy.

EDITORIALE – Hybris …………………………………………………………………………

Franca Cirone – “Il Folle Volo” – D. Alighieri: Inferno, canto XXVI vv.124,125

Sara Della Giovampaola – La Hybris nell’Antropocene ………………………………….

Alfonso Di Prospero – Modernità, Hybris e “giusto mezzo” …………………………..

Antonio Dorella – Fake Power -Trump, il movimento MAGA e
il Christian Nationalism ……………………………………………………………………………..

Claudio Maddaloni – Sia fatta la mia volontà – dai Giganti a Lucifero:
miti di ascesa e destino del terapeuta …………………………………………………………..

Marina Malizia – Quando la Hybris fu presa a pallonate ………………………………

Maria Grazia Monaco – L’Hybris dell’io nel Libro Rosso di C.G. Jung ……………

Pierluca Nicolò – La sconfitta della morte come Hybris – Simboli e archetipi
dell’autoconservazione della coscienza individuale ………………………………………

Patricia Pagoto – La voce del troppo …………………………………………………………….

Paolo Quagliarella – Hybris: Atto Necessario ……………………………………………….

Francesco Zicari – Filemone e Bauci, un modello di Anti-Hybris …………………….

ASTERISCHI

Francesco Frigione – “La Hybris simmetrica di Antigone e Creonte e il tragico
tentativo di composizione di Emone”
Link di un saggio breve, sezione articoli nel sito CSPL

LETTURE

Martina De Stefano – Psicologia e Astrologia – Dalla teoria all’ipotesi di
pratica clinica: opportunità e limiti …………………………………………………………………..

Gli Autori degli articoli sono in ordine alfabetico – The Authors of the articles are in
alphabetical order.

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