Psiche salverà il mondo. Una speranza psicofuturista

in Giornale Storico del Centro Studi di Psicologia e Letteratura, 16, Giovanni Fioriti Editore, Roma, 2013

Le ragioni della crisi globale, che cresce a ritmo di galoppo coinvolgendo una nazione dietro l’altra, riconoscono la principale radice nello squilibrio e nella perdita economici. Nonostante i tentativi di salvataggio da parte degli esperti, economisti e politici in primis, si scivola sempre più in una condizione dove i poveri del pianeta diventano sempre più poveri e una sparuta minoranza di ricchi diventa sempre più opulenta. Non potrebbe questo squilibrio avere un significato anche psicologico? E dunque una conseguente richiesta di interpretazione da parte di noi psicoanalisti? E quali ripercussioni avrà sulle correnti di potere che, come è noto, si basano quasi sempre sull’avere anziché sull’essere? Basterebbe (ri)leggere l’omonimo libro di Erich Fromm Avere o essere? del 1976, dove lo psicoanalista umanista aveva già anticipato molte riflessioni che fanno le persone sagge ed equilibrate oggi, e previsto la crisi globale che ci troviamo ad affrontare attualmente. E quale potrebbe essere il ruolo nuovo della psicoanalisi, vecchia più di centodieci anni? Non potrebbe trattarsi soprattutto di un problema di libertà? Già altrove ho affermato che il fine più importante della psicoanalisi, compreso nella cura, ma indispensabile alla guarigione, è la ricerca e il ritrovamento della libertà dell’individuo. Correlato a questo intento è il problema enucleato da Fromm, se insomma vogliamo avere o essere, e quale differenza passi tra governare il tempo ed essere sottomessi ad esso. Tanto più siamo schiavi del potere e del denaro ed anche del tempo, tanto meno saremo liberi.

La psicoterapia è una professione che non può, non deve basarsi su aspettative di ricchezza, ma soprattutto su gratificazioni impagabili e spesso inenarrabili che rendono questo lavoro ˗ questa inclinazione ˗ entusiasmante. E naturalmente senza nulla togliere alla professionalità e all’etica professionale, che meritano un giusto onorario.

Devono dunque disperare, anzi temere, di diventare ricchi gli aspiranti psicoanalisti o i presunti tali, pena la loro dannazione professionale. In psicoanalisi non si può ragionare con il dio denaro in testa. Lo scopo dell’analisi riguarda principalmente e sempre l’analista, che non potrà essere dunque schiavo né del denaro, né di alcuna persona.

Lo stesso Freud effettuò qualche psicoterapia a prezzi davvero ridicoli o addirittura gratuitamente, e non fu il solo nella storia della psicoanalisi. Freud praticò l’analisi gratuitamente ad Eva Rosenfeld (amica di Anna Freud) e a Marianne Kris. Forse avvenne gratuitamente l’analisi cui Anna Freud si sarebbe sottoposta con Lou Andreas Salomè. Freud non divenne mai ricco, se pensiamo che gli ultimi anni della sua vita era costretto a pagare alte parcelle mediche per i trattamenti oncologici cui veniva sottoposto (chemio e radioterapia inclusi i ricoveri); una volta commentò che tutto un trattamento analitico al quale avrebbe sottoposto un medico americano, sarebbe costato quanto un suo breve ricovero in clinica!

Qual è dunque il grande insegnamento-scopo dell’analisi? Il recupero, la ricerca di tutti i valori che non hanno prezzo: l’amore, l’amicizia, la generosità, l’onestà, la stima, il rispetto, l’onore, il sacrificio, l’integrità professionale. La frequentazione di Psiche deve condurre al ritrovamento di se stessi, esaltando e rinforzando le fibre che costituiscono il tessuto connettivo nobile di ogni individuo.

Abstract

Amedeo Caruso, fondatore del Movimento Psicofuturista, si domanda se Psiche salverà il mondo. Non propone la psicoanalisi ˗ l’amabile signora che ha ormai centodieci anni ˗ come salvatrice, ma una Nouvelle Psyche, la giovane figlia della psicoanalisi, che ha imparato la lezione della madre e cerca di diffondere il sano contagio per il mondo. Le istruzioni per l’uso consistono nel nutrire e far risorgere gli aurei valori incontaminati appresi dalla madre: l’amore, l’onestà, la saggezza, la generosità, l’amicizia, la stima, il rispetto, l’onore, il sacrificio, l’integrità professionale. Questa è una speranza psicofuturista.

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L'autore
Amedeo Caruso