M. White, La terapia come narrazione. Proposte Cliniche, Astrolabio, Roma, 1992

a cura di Maria Themeli

L’esteriorizzazione è un approccio terapeutico che incoraggia le persone a oggettivare i problemi che sentono particolarmente opprimenti. Aiutando i componenti della famiglia a separare se stessi e le loro relazioni dal problema, il processo di esteriorizzazione offre loro la possibilità di descrivere se stessi, gli altri e le loro relazioni da una prospettiva nuova. Da questa nuova prospettiva le persone sono in grado di individuare fatti della loro vita e delle loro relazioni che forniscono vari nuclei per la creazione di nuove storie. Considerando che le persone non possono avere una conoscenza diretta del mondo, cioè non è possibile avere una percezione della realtà oggettiva, i sociologi hanno proposto che ogni atto cognitivo implichi un’interpretazione da parte del soggetto della sua esperienza del mondo. E ogni atto interpretativo implica l’attribuzione di significato. Questo significato si ricava dal racconto dell’esperienza. Sono cioè le storie che le persone si danno della loro vita a determinare il significato che attribuiscono all’esperienza. Le storie però che le persone costruiscono della loro vita non determinano soltanto il significato che attribuiscono all’esperienza, ma anche quali aspetti dell’esperienza vissuta vengono selezionati per l’attribuzione del significato. Sono dunque le storie che le persone si danno della loro esistenza a determinare sia l’attribuzione di significato all’esperienza sia la selezione degli aspetti dell’esperienza cui dare espressione. Ne consegue che queste storie strutturano l’esistenza delle persone.

L’esteriorizzazione del problema consente alle persone di differenziarsi dalle storie dominanti, chiamate descrizioni saturate dal problema. Quando si distaccano da queste storie, le persone acquistano la capacità di individuare aspetti vitali dell’esperienza vissuta precedentemente trascurati. Quando questi aspetti che White chiama situazioni uniche, vengono identificati, le persone possono impegnarsi in rappresentazioni di un nuovo significato in relazione a essi. Per riuscire a fare questo occorre che la situazione unica venga inserita in una modalità alternativa di raccontare la storia di vita della persona. White ha chiamato questa storia alternativa storia unica, e ha sviluppato un approccio costituito da domande capaci di incoraggiare le persone a individuare, generare o recuperare storie alternative che daranno senso alle situazioni uniche. Considerando e rispondendo a tali domande, le persone trovano ri-descrizioni uniche completamente nuove di se stesse e delle loro relazioni.

Queste domande invitano a indagare alcune delle nuove possibilità uniche, che probabilmente accompagnano i racconti e le ridescrizioni personali che le persone fanno di se stesse e delle proprie relazioni. La portata di queste storie alternative può essere ulteriormente estesa con l’introduzione di domande che invitano le persone a identificare e richiamare un pubblico alla rappresentazione di nuovi significati nella loro vita. Queste ultime domande White le ha chiamate domande a circolazione unica.

Una modalità particolarmente efficace nell’aiutare le persone a esteriorizzare il problema sono le domande sulla relativa influenza. Questo modo di fare domande sulla relativa influenza è costituito da due serie di domande. La prima serie incoraggia le persone a delineare l’influenza del problema nella loro vita e nelle loro relazioni. Queste domande aiutano a identificare la sfera d’influenza del problema. La seconda serie comprende domande che invitano le persone a delineare la loro influenza e quella delle loro relazioni, sulla “vita” del problema. Queste domande fanno emergere informazioni che contraddicono la descrizione saturata dal problema della vita familiare, e aiutano le persone a identificare la loro competenza e le loro risorse di fronte alle avversità. Queste pratiche associate all’esteriorizzazione dei problemi hanno l’effetto di liberare le persone da descrizioni della loro vita e delle loro relazioni saturate dal problema, di incoraggiare la creazione o il recupero di storie di vita e di rapporto alternative e più gratificanti e di aiutare le persone a identificare e a sviluppare un nuovo rapporto con il problema.

Condividi:
L'autore
CSPL
CSPL