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Vol. 16 – crisi.globale@psiche

Volume 16, aprile 2013

Editoriale

Ma cos’è questa crisi? È il titolo di una fortunata canzone scritta negli anni ’30 da Rodolfo De Angelis, scrittore, musicista e pittore, che fu amico e sodale di Filippo Tommaso Marinetti nell’avventura Futurista. Durante i mesi di preparazione del mio contributo a questo numero del Giornale Storico del CSPL dedicato alla crisi globale, mi sono sorpreso a canticchiare involontariamente (avverbio giustamente contestabile ad uno psicoanalista) questa orecchiabile canzonetta, che conosco da tempi lontani. Devo averla ascoltata dai miei nonni o da mio padre, che puntualmente, alla parola “crisi” pronunciata da chiunque, si mettevano a gorgheggiare il motivetto. Sono andato così a cercarmi l’intero testo creato da De Angelis (co-autore del Manifesto del Teatro della Sorpresa Futurista) e mi sono accorto che non è solo una canzonetta, ma contiene qualcosa di più significativo delle solite rime spensierate del genere sole-cuore-amore. Così, ho deciso di intercalare la presentazione dei singoli articoli della rivista con i versi di questa ironica e tutt’altro che stupida composizione, per rendere più dolce il clima e leggère le ore di lettura di questo impegnativo volume che esce in concomitanza con il XIV Convegno del CSPL dal titolo crisi.globale@psiche. Il Congresso si svolge, come sempre, presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione, nella storica sede di via Salaria, a Roma, sotto l’egida amichevole e costante del Preside Mario Morcellini, al Quale esprimo – a nome di tutto il Centro Studi di Psicologia e Letteratura fondato da Aldo Carotenuto – anche quest’anno, la più sincera e profonda gratitudine per la Sua ospitalità.

Giorgio Antonelli, con il suo ormai classico e inoppugnabile funambolismo oratorio, degno della migliore tradizione filosofica greco-latina, impronta il suo lucido discorso su un paradosso. Da una parte, secondo l’autore, la crisi globale è dovuta a una incapacità genetica degli esseri viventi ad affrontare la morte, dall’altra se davvero fossimo in grado di apprendere l’ars moriendi, forse il mondo scomparirebbe. Proseguendo un discorso sull’arte di fare analisi e sull’arte di morire, che attraversa tanti dei suoi densi libri, che formano insieme una pratica enciclopedia per psicoanalisti e cultori della materia, l’insigne studioso e psicoanalista, condirettore della Rivista, ci dimostra che il mondo sussiste proprio perché la crisi gli è consustanziale. Vivere significa attraversare la crisi e soltanto mediante questo passaggio si può essere vivi davvero.

Si lamenta l’impresario / che il teatro più non va, / ma, non sa rendere vario, / lo spettacolo che dà: / “Ah… la crisi” / Ma cos’è questa crisi? / Ma cos’è questa crisi? / Metta in scena, un buon autore, / faccia agire un buon attore, / e vedrà… / che la crisi passerà

L’unico modo per affrontare la crisi, che è un elemento sempre presente nella quotidianità del lavoro analitico, è proprio quello di attraversarla, d’intenderla come un percorso obbligatorio e maturativo, ci dice la psicologa analista junghiana e condirettrice di questo Giornale Simonetta Putti. Che saggiamente si domanda: fuori della stanza d’analisi, che cosa può fare realmente il terapeuta nei confronti della crisi globale? La risposta, che leggerete piacevolmente nell’intero articolo, consiste nell’imparare ad esportare elementi curativi e progettuali che nascono dall’osservazione del vissuto dei Pazienti.

Un riccone, avaro e vecchio, / dice “Ahimè, così non va… / vedo nero nello specchio… / chissà come finirà… / Ah la crisi!” / Ma cos’è questa crisi? / Ma cos’è questa crisi? / Cavi fuori il portafogli / metta in giro grossi fogli, / e vedrà… / che, la crisi, finirà!

Come l’assetto economico modifica le identità e le regole del setting, è l’argomento del quale si occupa lo psicoterapeuta Antonio Dorella. Da vero alchimista, egli mescola gli elementi di una riflessione per lo statuto di una psicologia della crisi globale, per ottenere un nuovo, giusto elisir composto da una miscela di due elementi: il primo include bilanciamenti (resilienza e localismo) che la crisi richiede a coloro che ne vivono il tempo; il secondo riguarda le psicoterapie brevi, intese come una possibile modifica del setting che si adatta alle mutate disponibilità economiche e di identità.

Si lamenta Nicodemo, / della crisi, lui che và… / nel casinò di San Remo, / a giuocare il baccarà: / Ah la crisi! / Ma cos’è questa crisi? / Ma cos’è questa crisi? / Lasci stare il gavazzare, / cerchi un po’ di lavorare, / e vedrà… / che, la crisi, finirà!

Marina Malizia, psicologa, affronta il tema raccontandoci la propria esperienza di madre messa in crisi dal figlio giovane, a proposito della crisi globale. E, nella migliore tradizione delle radici culturali del CSPL, trova il rimedio nella poesia e, nella fattispecie, nei versi di alcune liriche dei Canti di Castelvecchio di Giovanni Pascoli, capaci di attivare risorse in tempo di crisi, favorire il cambiamento e stringere psicologicamente un patto di coesione estetica e una magica intesa con il figlio.

Tutte quante le Nazioni / si lamentano così / conferenze, riunioni, / ma si resta sempre lì / “Ah la crisi!” / Ma cos’è questa crisi? / Ma cos’è questa crisi? / Rinunciate all’opinione, / della parte del leone / e chissà… / che, la crisi, finirà!

Lo psicoterapeuta Luciano Amato Fargnoli, in amabile amplificazione della ricerca junghiana e delle attenzioni hillmaniane, ci invita a leggere la crisi come a un’apertura verso il cambiamento, come la sconfitta delle ripetizioni e la nascita del nuovo. Perciò la crisi non è nient’altro che il luogo dinamico di ogni cambiamento. Ci sembra di ascoltare e leggere il suo discorso mentre tiene per una mano il Puer e con l’altra mano il Senex, mostrandoci come, nella nostra vita, queste due figure non ci abbandonano mai fino alla fine.

Gli psicodrammatisti Renata Biserni ed Enrico Santori hanno effettuato un pronto soccorso terapeutico l’indomani dell’attentato del 19 maggio 2012 all’Istituto Superiore per il Turismo Morvillo Falcone di Brindisi, dove è rimasta uccisa Melissa Bassi, una studentessa di 16 anni e feriti altri sei studenti. Leggeremo insieme nel diario a due voci qui presente la cronaca del loro intervento psicologico con gli studenti, i genitori e gli insegnanti coinvolti in questo episodio terroristico, un’altra espressione drammatica della crisi globale della quale siamo prigionieri.

L’esercente, poveretto, / non sa più che cosa far… / e contempla quel cassetto, / che riempiva di danar: / “Ah la crisi!” / Ma cos’è questa crisi? / Ma cos’è questa crisi? / Si contenti di guadagnare, / quel ch’è giusto e non grattare… / e vedrà… / che, la crisi, passerà!

Un vero esperto di economia e psicologia (materie che non sempre vanno d’accordo), come Roberto Cantatrione, ci ricorda che il superamento dei limiti, in campo economico ed ecologico, rifacendosi all’economista Serge Latouche, è da ritenersi esiziale, perché non può portare ad una crescita sana. Sebbene, alla luce anche del pensiero della filosofa Myriam Revault d’Allones, l’attuale crisi sarebbe senza fine, Cantatrione sottolinea che essa esprime anche le difficoltà esistenziali dell’uomo contemporaneo, con l’obbligo-necessità di superarle.

La filosofa Luisa De Paula si occupa della crisi tra mito e realtà, declinando in un decalogo quello che lei stessa definisce un esercizio di decostruzione felice. In questi dieci punti ci dimostra come, immolando ogni naturale impulso all’evoluzione sull’altare del profitto e dell’accumulazione, obbediamo alla legge di una metafisica del denaro, che non ha niente a che fare con la sanità e la salvezza dell’economia del mondo.

Del rivoluzionario Policlinico di Berlino degli anni ’20, noto per la sua disponibilità e apertura alla psicoterapia gratuita (un’esperienza conclusasi con l’avvento del nazismo) e della non meno rivoluzionaria profezia freudiana che un giorno o l’altro la coscienza della società si desti e rammenti agli uomini che il povero ha diritto all’assistenza psicologica né più né meno come ha diritto già ora all’intervento che gli salverà la vita; e che le nevrosi minacciano la salute pubblica non meno della tubercolosi e, al pari di questa, non possono essere lasciate all’impotente sollecitudine dei singoli, disquisisce lo psicoterapeuta Alessandro Uselli, che si interroga sulla questione di un onorario che si attenga al principio di realtà, in sintonia con i tempi di crisi economica che stiamo vivendo, ricordandoci che la seconda analisi dell’uomo dei lupi, ormai povero, fu svolta gratuitamente dal Padre della Psicoanalisi.

Ferdinando Testa propone al pensiero analitico di non sottrarsi alla crisi globale, per farne un occasione epistemologica e poetica di re-visione delle fondamenta del suo stile, per cercare nuove possibilità di incontro terapeutiche e culturali.

E perfin la donna bella, / alla crisi s’intonò… / e, per far la linea snella, / digiunando sospirò: / “Ah la crisi!” / Ma cos’è questa crisi? / Ma cos’è questa crisi? / Mangi un sacco di patate, / non mi sprechi le nottate… / e vedrà… / che, la curva, tornerà!

La psicoterapeuta Virginia Salles si ispira alla Kabbalah per ricordarci quella che è una legge di natura e soprattutto una legge di sopravvivenza: “ama il prossimo tuo come te stesso”. Un comandamento-consiglio che è alla base di quasi tutte le religioni e di ogni cultura che si rispettino. Come le cellule sane del corpo umano sono unite le une alle altre sostenendosi a vicenda, pena la malattia, anche le popolazioni andranno incontro a disfunzioni gravi se non hanno la capacità di cooperare. La tesi propugnata dalla Salles è che nel sistema integrato della nostra attuale comunità globale, ogni persona deve rendersi consapevole che il suo destino dipende dal suo comportamento verso gli altri ed è il mondo intero a pagare il prezzo degli errori commessi dai singoli.

Che cosa accade nella cittadina greca di Volos, che sta affrontando la crisi in maniera creativa, grazie ad un progetto speciale ed entusiasmante basato su principi di solidarietà, collaborazione e specifiche competenze da utilizzare come moneta di scambio, ce lo dice la dottoressa Benedetta Rinaldi, psicoterapeuta e attenta ricercatrice delle nuove frontiere del sapere psicologico di frontiera. Nel suo commento al racconto di questa avventura sul valore della felicità, possiamo trovare tutti un nuovo tessuto connettivo di ottimismo e progettualità contro la crisi. Sono convinto che i lettori troveranno in questo scritto un prolungamento del fascinoso pensiero laterale di De Bono, che ha influenzato in maniera incisiva il pensare e l’agire psicoanalitico.

Ma… cos’è questa crisi? / Chi ce l’ha, li metta fuori… / circolare! Miei signori… / e chissà… / che, la crisi, finirà!

Non resta che parlare di Amedeo Caruso, autore di una speranza psicofuturista. Se Psiche salverà il mondo, e come, in modo solo apparentemente naif, potrebbe farlo, è il tema del suo contributo. Trattandosi di un inguaribile ottimista, egli si ispira a tutti i valori positivi che Mamma Psicoanalisi ha saputo e sa riscoprire, per consegnarli ad una figlia immaginale, la Nouvelle Psyche, pronta a cambiare il mondo. E chiude questo editoriale indignato ma impegnato, come il Grande Vecchio Stéphane Hessel, uno splendido, coraggioso vegliardo di cui farete conoscenza se siete incuriositi di come Psiche (insieme a noi tutti) potrebbe aiutare il nostro pianeta ad uscire dalla crisi globale.

Amedeo Caruso

Indice

  • Editoriale
  • Giorgio Antonelli, Trans
  • Amedeo Caruso, Psiche salverà il mondo. Una speranza psicofuturista
  • Simonetta Putti, Attraversare la crisi
  • Ferdinando Testa, Dalla crisi in analisi, all’analisi in crisi
  • Virginia Salles, Kabbalah e crisi globale
  • Roberto Cantatrione, Può la crisi rappresentare una risorsa?
  • Luisa De Paula, La crisi tra mito e realtà. Un esercizio di decostruzione felice
  • Antonio Dorella, Per una psicologia della crisi globale. Come l’assetto economico modifica le identità e le regole del setting
  • Enrico Santori – Renata Biserni, Bombe alla scuola. Diario di un intervento psicologico sull’emergenza alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi.
  • Benedetta Rinaldi, La moneta umana: il valore della felicità
  • Alessandro Uselli, Il principio di realtà. La cura e la formazione psicoanalitica in tempo di crisi
  • Marina Malizia, La crisi, mio figlio e i “Canti di Castelvecchio”
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