Il fattore R. Aspetti di rinascita in storie di celluloide, carta, anima e carne

in Giornale Storico di Psicologia Dinamica, 49, Roma, Di Renzo Editore, 2001 – Estratto

Qualche volta bisogna addirittura incarnarsi nel nemico per sopravvivere, vestire i panni di Mr. Hyde nascondendo il buon Dr. Jekyll agli occhi dei più. Forse soltanto così capiremo, come dice Jung, che non facciamo nient’altro nella nostra vita che imbatterci in tanti altri noi stessi con diverse maschere.

E se invece queste maschere fossero le nostre reincarnazioni?

A questo quesito può rispondere la terapia dell’ipnosi regressiva alle vite passate proposta dal dottor Brian Weiss, uno psichiatra di Miami, Florida, che ha rispolverato l’antico metodo catartico con una sua paziente di nome Catherine che aveva in terapia psicoanalitica. Il risultato di questa cura è raccontato nel libro Molte vite, molti maestri del 1988. Come sempre per una buona ipnosi occorre che il nostro candidato si disponga tranquillamente al lavoro e tutto procederà quasi automaticamente.

Ogni vero ipnotista sa che non esistono gli ipnotizzatori ma soltanto gli ipnotizzati. È Catherine stessa a condurre il veicolo del ricordo e, mediante la trance, farà scoprire al suo terapeuta notizie e conoscenze davvero metafìsiche. Giungerà perfino a riconoscere in lui qualcuno che ha sempre conosciuto nell’arco di secoli come padre, fratello, amante e adesso come medico. La lezione di amore, perdono, e comprensione che pervadono questo caso clinico oltre i limiti del paranormale, conducono la paziente a una serena guarigione, e lo psichiatra a perseguire questo cammino.

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L'autore
Amedeo Caruso