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Ma la seduzione richiede spessore

Arriva l’estate e subito si ha un gran parlare di stagione dell’amore e della seduzione. Fioriscono trucchi e stratagemmi per chi è a caccia di compagnia e desidera solo rendersi appetibile.
Peccato che dietro a questa smania di piacere si celi un inganno, un fraintendimento: la seduzione non ha nulla a che vedere con le stagioni, il clima o il calore del sole. E ancor meno con il fitness, il lifting, la palestra o qualunque altro mezzo per rendersi più belli e accattivanti. Tutto questo, infatti, lo si potrebbe tutt’al più chiamare “seduttività”, ossia desiderio e grandi sforzi per rendersi seducenti. Qualcosa di artefatto che, per l’appunto, dura soltanto una stagione – dell’anno come della vita – prima di sfiorire miseramente. Non è certo questo il segreto della seduzione, quella vera, quella che non passa nonostante gli anni o la poca cura della propria apparenza.
Ci sono persone che, anche senza un filo di trucco e persino con qualche ruga in più sul viso, sono comunque seducenti. Emanano quel “non so che” di speciale che, come una calamita, attrae il desiderio e gli sguardi altrui. Non dimentichiamo che la parola “sedurre”, nell’etimo latino, significa proprio “condurre a sé”. Ma la vera seduzione non si limita a condurre a sé gli sguardi, riesce infatti anche a condurli “con” sé: vale a dire a tenerseli. E se con qualche piccola accortezza non è difficile catturare le attenzioni altrui, il trucco non regge mai alla prova della permanenza.

Perché allora ci sono persone che hanno la fortuna di essere “naturalmente” piacenti e altre invece che si debbono ingegnare per ottenere lo stesso effetto? Perché la seduzione non è prerogativa comune? E cosa bisogna fare per guadagnarsi una autentica dose di seduzione? La mia risposta è dolorosamente frustrante. Niente: non si può fare assolutamente niente per emanare seduzione. O almeno niente di coscientemente programmato. L’esperienza clinica ci insegna che solitamente la seduzione così come la neotenia – ossia la tendenza a mantenere nel volto tratti giovanili anche con il passare degli anni – sono strettamente correlate a una disposizione caratteriale e psicologica che prende il nome di “narcisismo”. Senza qui volere entrare nei risvolti problematici della personalità narcisista, quando portata ai suoi massimi livelli di investimento sul proprio “Io” e di ritiro dalla realtà circostante, possiamo a ragione sostenere che il narcisista ha delle ottime doti di seduttore. Il suo essere un po’ scostante nei rapporti, il suo mostrarsi immancabilmente “altrove”, sono disposizioni d’animo che accendono nell’altro il desiderio e la curiosità. La persona seducente, dopotutto, è quasi sempre la persona che sfugge a un controllo e a una comprensione completa. Evoca, ma non rivela mai fino in fondo. Non a caso il seduttore per eccellenza era Don Giovanni, che incarnava perfettamente la personalità narcisista. É chiaro tuttavia che per rendere appetibile un segreto – perché questa è la seduzione – bisogna possedere un segreto: un nucleo interno “caldo” che permea del suo fascino l’apparenza esterna. Quando il narcisismo si risolve soltanto in un vuoto apparire, in un mero sforzo esteriore di seduttività, il suo fascino è fugace come il fulmine, perché dietro all’apparire si percepisce ben presto una inconsistenza interiore. La vera differenza tra seduzione e seduttività è dunque una differenza di spessore: la prima sottende l’arcano, la seconda maschera il nulla.

Aldo Carotenuto 

Tratto da “Il Messaggero” del 30/07/2000

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L'autore
Aldo Carotenuto
Aldo Carotenuto
Aldo Carotenuto (1933-2005) Ha insegnato Psicologia della Personalità e delle Differenze Individuali all'Università di Roma