Tatuaggio, una lettura psico-antropologica

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In Italia ci sono più di 7 milioni di individui che hanno uno o più tatuaggi. La pratica contemporanea del tatuaggio è diffusa in tutto il mondo. E, se originariamente i disegni erano spesso piccoli, ora si è diffusa l’usanza di ricoprire ampie porzioni di pelle, compreso il viso.
In passato il fenomeno era diffuso soprattutto tra gli adulti, ma oggi sono sempre più i giovani a scegliere di tatuarsi.
Le donne sono le più tatuate, soprattutto schiena piedi e caviglie. Gli uomini preferiscono tatuarsi braccia, spalla e gambe.
L’uomo dei ghiacci, conosciuta anche come la mummia di Similaun trovato nella valle di Otzal, nelle Alpi tirolesi, presenta 61 tatuaggi, pertanto di certo sappiamo che circa 5000 a. C. già esistevano i tatuaggi.
Darwin (1859) osservò che, dal Polo Nord alla nuova Zelanda, l’uso del tatuaggio era ricorrente, con maggiore o minore variazioni di tecnica, risultati e significati. Nelle culture primitive e arcaiche, il tatuaggio aveva lo scopo di conquistare la protezione divina oppure di affermare gerarchicamente la posizione sociale dell’individuo nella comunità. Comunque, alla base del tatuaggio ci sono vari miti e paure, che transitano, più o meno modificandosi, da una cultura all’altra acquistando nuove forme e nuove tecniche di attuazione sulla pelle.
Nel mondo occidentale il tatuaggio ha assunto una valenza duplice e contraddittoria, emblema di trasgressione e marginalità, nonché scelta personale volutamente ricercata.
Oggi il tatuaggio ha acquisito il ruolo di manifestazione culturale, come l’esposizione Skin and Ink (2013) Los Angeles, nel Museo Craft and Folk Art Museum. I tatuaggi fanno ormai parte integrante della cultura pop del paese.
Mario Giampà, psicoanalista, esaminerà il tatuaggio dal vertice psicodinamico, sapendo che “lo psicanalista contemporaneo sopravvive solo se è in sintonia con le perplessità e le inquietudini strutturali dei nostri tempi”. (Marcio De Freitas Giovannetti, psicoanalista brasiliano).

INGRESSO LIBERO e GRATUITO fino esaurimento posti.

MARIO GIAMPA’, Psichiatra/Psicoanalista della Sociedade Brasileira de Psicanálise de São Paulo (SBPSP) e della Associazione Psicoanalitica internazionale (IPA).

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