Cinema, tennis e psicologia

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Che cosa unisce il tennis con la psicologia? Apparentemente poco, a prima vista. Eppure il cinema talvolta li ha accomunati.
Il tennis è uno sport individuale, in cui i due atleti non hanno contatto fisico. Il setting analitico classico prevede una interazione dialogica, a carattere emotivo e cognitivo, a distanza, fra paziente e terapeuta.
In entrambe le discipline i soggetti sono all’interno di una cornice delimitata. Tutti gli stimoli che provengono dall’altro, servono per creare ‘risposte’ che esprimano la propria capacità di controllo e di creatività.
Ma soprattutto ogni tipo di gioco lascia trasparire una specifica struttura di personalità.
Al di là del talento individuale, la trama lenta degli scambi rivela le caratteristiche psichiche di ciascuno dei due attori.
Il loro modo di stare al mondo, i loro ‘complessi a tonalità affettiva’, i loro deficit e le ‘soluzioni esistenziali personali’ con cui dimostrano di saper affrontare la vita.
Insomma tennis e psicologia -sotto la lente del cinema- diventano un modo di lettura dell’essere umano, nel suo tempo.
Presenta la Conversazione Antonio Dorella.

INGRESSO LIBERO e GRATUITO, fino esaurimento posti.

ANTONIO DORELLA, Presidente e Socio fondatore del “Centro Studi di Psicologia e Letteratura fondato da Aldo Carotenuto”.
E’ membro del CIPA, Centro Italiano di Psicologia Analitica, all’interno del quale si interessa agli aspetti clinici della professione di psicologo analista. E’ membro dello IAAP, l’Associazione Internazionale di Psicologia Analitica. Si occupa preferenzialmente del rapporto fra Psicologia e Religione. Tema sul quale scrive dal 1998, all’interno della Rivista semestrale del CSPL. Tema al quale, inoltre, ha dedicato diverse conferenze e un libro: Strada nel deserto.
Vive a lavora a Roma.

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