Lessico famigliare: la Madre

Recensione prima puntata “Lessico famigliare” 07/05/2018 ore 23:10

Lunedì 7 Maggio alle ore 23:10 è andato in onda su Rai3 il primo dei quattro appuntamenti di “Lessico Famigliare”, il primo programma televisivo sulla psicoanalisi che ha come oggetto le funzioni genitoriali, condotto dal noto psicoanalista lacaniano nonché scrittore Massimo Recalcati.

Il programma, caratterizzato da una scenografia tipicamente teatrale dove il conduttore, posto a stretto contatto con il pubblico in sala, il quale quasi lo avvolge, non rivolge mai lo sguardo verso la telecamera ma bensì solamente verso i partecipanti in studio, risaltando al centro di un’ambientazione che cede ampi spazi a giochi di ombre tra i quali la telecamera cerca di scorgere tutta la profondità dei volti del pubblico.

I discorsi, scanditi da un’attenzione molto particolare per le parole e dai tempi dilatati così da consentire sia alle persone in sala che al pubblico a casa di cogliere la complessità ed il significato più profondo degli argomenti trattati mentre si è piacevolmente assorbiti nel programma, sono introdotti ed amplificati da vari filmati; talvolta spezzoni di film o documentari storici, altre volte interpretazioni di testi e/o narrazioni bibliografiche di personaggi noti.

Durante questa prima serata dal titolo “La madre” sono stati toccati alcuni tra i più importanti e profondi temi legati alla figura essenziale della famiglia, osservata oltre i canonici aspetti della genitrice, dove in una continua trattazione dicotomica si sono creati dei magnifici rimandi ad aspetti concreti della madre, i quali hanno una forte valenza ed un significato estremamente simbolico sia per la stessa che per la sana crescita del piccolo.

Partendo dalle mani della madre, che possono accogliere e soccorrere ma anche soffocare, passando per il suo sguardo, dove il bambino si rispecchia e che può esprimere desiderio, accoglienza ed amore oppure indifferenza e/o sofferenza, fino all’analisi dell’essere madre perdendo la propria femminilità o l’essere donna rifiutando le proprie parti materne. Questi aspetti, nessuno escludentesi l’altro, secondo l’autore possono coesistere armoniosamente all’interno di una madre, in un continuo alternarsi tra l’accogliere e il saper lasciar andare nel segno di “un’ospitalità senza proprietà”.

Ci si accorge dell’imminente conclusione della trasmissione quando il programma volge, negli ultimi 10/15 minuti, verso un interessante dibattito con il pubblico di sala, il che porta gli spettatori a casa a prendere coscienza della velocità con i quali sono trascorsi i soli 45 minuti che la rete gli ha dedicato.

Certi del fatto che questo sia un programma che stimola riflessioni profonde su questioni fondamentali di ogni persona, le quali possono facilmente trascendere dall’ambiente propriamente detto famigliare per giungere fino alla famiglia allargata intesa come comunità, aspettiamo con impazienza la prossima puntata, la quale tratterà del padre ed andrà in onda lunedì 14 Maggio alle ore 23:10, nella vana speranza che una trasmissione dal potere fortemente stimolante per la psiche possa essere anticipata sul palinsesto della rete, così che un più ampio pubblico possa beneficiare delle “iniezioni di funzione materna” che Massimo Recalcati ha sapientemente saputo dispensare.

Roberth Nussbacher

 

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