Stekel Wilhelm (1868-1940)

Il “secondo eretico” della psicoanalisi

zentralbLe sole armi che noi psicoanalisti abbiamo non sono le regole ma la nostra simpatia intuitiva e la nostra “arte”.
È Kahane a metterlo in contatto con Freud. Stekel è uno dei primi, con Reitler e Sadger, a praticare la psicoanalisi sulla scia di Freud, presumibilmente nel 1903. Parte da lui la proposta di riunirsi il mercoledì a casa di Freud (a iniziare dal 1902).
Insieme a Adler dirige la rivista Zentralblatt für Psychyoanalyse.
Con Stekel ci troviamo alle origini della formazione del movimento psicoanalitico e, in particolare, della Società Psicoanalitica di Vienna (fondata sei anni dopo). Freud apprezzava il suo fiuto per l’inconscio (Stekel è tra l’altro un riconosciuto specialista del mondo onirico), molto meno l’uomo. Tra i suoi analizzati Wittels, Gutheil e Greenson. Nel 1926 pubblica Sulla storia del movimento analitico, la propria versione antagonista, revisionista o, come è stata definita, marginale della storia della psicoanalisi, un testo che sembra una risposta a quella Autobiografia appena pubblicata da Freud.
In una lettera inviata a Freud nel 1931 Stekel, che non ha mai smesso di riconoscere il proprio debito nei confronti del fondatore della psicoanalisi (e che fino all’ultimo ne parlerà come del suo “maestro”), scrive: “Non c’è niente che ci separi tranne la tecnica”.

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Links

Wilhelm Stekel (in inglese)

EPISTOLARIO

The Stekel-Freud Correspondence, edited and translated by Jaap Bos and Paul Roazen, in Jaap Bos, Groenendijk Leendert, The Self-Marginalization of Wilhelm Stekel: Freudian Circles Inside and Out, 2006

BIOGRAFIA

Jaap Bos, Groenendijk Leendert, The Self-Marginalization of Wilhelm Stekel: Freudian Circles Inside and Out, 2006

Clark-Lowes, Francis, Freud’s Apostle – Wilhelm Stekel and the Early History of Psychoanalysis, 2011

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AUTOBIOGRAFIA

L’Autobiografia di Stekel

Approfondimenti

Opinioni su Stekel

Stekel sul sogno

Stekel sulla tecnica analitica

Gli “eretici” nell’epistolario Freud-Abraham

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Il capitolo “Wilhelm Stekel, früher Psychoanalytiker und später Emigrant. Die aktive Psychoanalyse”, in Uwe Henrik Peters, 1992, Psychiatrie im Exil. Die Emigration der dynamischen Psychiatrie aus Deutschland 1933-1939.

Jaap Bos, 2005, “Marginal Historiography: on Stekel’s Account of Things”, in Psychoanalysis and History 7.

Rudnytsky, P. L., 2006, “Rescuing Pscyhoanalysis from Freud: The Common Project of Stekel, Jung and Ferenczi”, in Psychoanalysis and History 8/1.

 

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