Mahler Margaret (1897-1986)

Ungherese, pediatra. Frequenta villa Kovacs dove si riunisce l’intellighenzia psicoanalitica ungherese e da quella frequentazione comprende che il suo destino sarebbe stato psicoanalitico. Va allora a Vienna con l’espresso desiderio di diventare una psicoanalista. La sua richiesta di un’analisi didattica risulta quanto mai tormentata. Si rivolge prima a Federn senza successo, poi a Ferenczi che la indirizza a Helene Deutsch.

Albero analitico di Margaret MahlerTra le due non si stabilisce un buon rapporto e l’astio nei confronti della potente didatta accompagnerà sempre la Mahler che cerca di farsene una ragione a partire dai pochi mesi di analisi fatti da Deutsch con Freud (sufficienti però per conferirle un indiscusso prestigio) e dunque a difficoltà controtransferali. Sono propensa, scrive nelle Memorie, ad accettare il giudizio di Lucie Jessner, una nota analista dell’epoca, secondo cui la Deutsch deve essersi spaventata delle mie richieste omosessuali nel transfert. Dopo poco più di un anno Deutsch comunica alla Mahler che la loro analisi didattica è terminata perché la paziente è inanalizzabile. Giudizio che mette a rischio il suo futuro di psicoanalista. Si rivolge allora a Ferenczi che le consiglia di riprendere il lavoro con un’altra donna. La Deutsch dal canto suo le aveva fatto i nomi di Hoffer, Sterba, Edward Bibring. M. Mahler si rivolge invece a Aichorn che era stato suo sostenitore e che nello stesso tempo era amico di Anna Freud (di cui era segretamente innamorato) e intimo di Freud, con cui tutte le settimane giocava a carte. Aichorn, scrive Mahler, l’avrebbe presa in analisi perché il suo profilo, i modi e l’accento gli ricordavano quelli di Anna Freud. I tre anni di analisi con Aichorn non sono classici. Mahler racconta quell’analisi come una fiaba nella quale il principe Aichorn la salva, novella Cenerentola, dalle grinfie della matrigna Deutsch. Prevedibilmente la relazione analitica si trasforma in una relazione amorosa. Mahler decide allora di completare l’analisi con Willi Hoffer. Fa anche delle supervisioni con, tra gli altri, Anna Freud, Jeanne Lampl-de Groot, Hitschmann, Edward Bibring e Grete Bibring. Diventa ufficialmente psicoanalista nel 1933, l’anno della morte di Ferenczi. Successivamente si trasferisce negli Stati Uniti. Qui, nel 1948, fa una ulteriore analisi con Edith Jacobson. Ha insegnato alla Columbia University e negli istituti di psicoanalisi di New York e Filadelfia.

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AUTOBIOGRAFIA

M. Mahler, Memorie

BIOGRAFIA

Alma Halbert Bond, Margaret Mahler. A Biography of the Psychoanalyst, 2008

Links

Margaret Mahler (in tedesco)

AUTOBIOGRAFIA

M. Mahler, Memorie

BIOGRAFIA

Alma Halbert Bond, Margaret Mahler. A Biography of the Psychoanalyst, 2008

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Selected Papers of Margaret S. Mahler, M. D.: Two Volumes in One, 1978

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