Harry Stack Sullivan: Questioni di tecnica

Incluso nel Manuale delle tecniche psicoanalitiche e psicoterapeutiche di B. B. Wolman (1967, ed. it. 1974) è il contributo di E. G. Witenberg e L. Caligor su L’approccio interpersonale al trattamento con particolare rilievo all’ossessivo. Vi si fa questione dell’approccio di Sullivan.

Scrive Sullivan: Se lo psichiatra non ostacola il paziente e non punge il paziente in qualche regione sensibile, accade che il contesto passa ripetutamente per tutta la trafila, e ogni volta è più chiaro della volta precedente. Questo è il modo in cui sembra che guariscano le personalità ossessive.

Frances La Barre su Sullivan (tratto da Muoversi in analisi)

Sullivan elaborò con ricchezza di dettagli la sua consapevolezza e il suo uso di elementi non verbali atti a strutturare le interazioni nelle comunicazioni coi pazienti. Nel suo uso dell’azione Sullivan, come Ferenczi con la sua “tecnica attiva” più mediata verbalmente, intendeva dirigere il dialogo verso il materiale utile. Sullivan ad esempio non esitava a interrompere i pazienti o a indicare con grugniti, rumori o cambiamenti di postura una vaga disapprovazione di qualche tendenza nel comportametno del paziente…Lavorava in questo modo per trattare l’angoscia dei pazienti, compito che considerava la funzione più importante dell’analista.

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