Eitingon Max (1881-1943)

Nato in Russia, il suo primo incontro con la psicoanalisi (inizio del 1905) è mediato dal passaggio al Burghölzli di Zurigo, dove opera per qualche periodo anche Abraham, e dove il suo “capo” è Jung. La prima lettera inviata a Freud (il 6 dicembre 1906) inizia appunto nel segno di Bleuler e Jung. È attraverso loro che Eitingon è arrivato a Freud (Als Unterassistent in Burghölzli, scrive Eitingon, bin ich von Prof. Bleuler und Dr. Jung auf Ihre Werke hingewiesen worden) .

Il primo incontro con Freud, che precede di qualche settimana l’arrivo a Vienna di Jung, ha luogo nel 1906. Freud lo interpreta come felice presagio della fine del proprio isolamento.

Le sue sedute analitiche con Freud sono passeggiate serali per cinque settimane tra il 1908 e il 1909, definite “psicomitologicamente” da Jones la prima analisi didattica.

Eitingon è uno dei sette membri del Comitato Segreto (che comprende, oltre a Freud, Abraham, Ferenczi, Jones, Rank, Sachs).

Si deve (oltre che a Abraham) soprattutto a Eitingon, che lo sostiene anche finanziariamente, la costituzione dell’Istituto Psicoanalitico di Berlino con cui si concretizza il processo di istituzionalizzazione della psicoanalisi, in particolare per quanto riguarda la formazione dei candidati psicoanalisti, formazione declinata lungo il triplice asse “analisi di controllo (supervisione) – analisi didattica – corsi teorici”. Eitingon si dedica in particolare alle supervisioni e non prende parte all’insegnamento vero e proprio. Né sembra interessato granché, Eitingon, alla pubblicazione di scritti. Nel 1912, sullo Zentralblatt für Psychoanalyse, aveva contribuito con l’articolo “Genie, Talent und Psychoanalyse.” Due anni dopo, su Imago, aveva pubblicato “Gott und Vater”. Nel 1915 era stata la volta, sull’Internationale Zeitschrift für Psychoanalyse, di “Ein Fall vom Verlesen”. Più importanti, in relazione alla storia del movimento psicoanalitico, sono gli scritti del 1922, “Zur psychoanalytischen Bewegung” (Internationale Zeitschrift für Psychoanalyse) e del 1923, “Report of the Berlin Psychoanalytical Polyclinic” (Bulletin of the International Psychoanalytical Association).

L’apertura dell’Istituto Psicoanalitico di Berlino, avvenuta il 14 febbraio 1920, data fondamentale nella storia del movimento psicoanalitico, è presieduta da Eitingon insieme a Simmel e a Anna Smeliansky. Berlino assurge a capitale della psicoanalisi mondiale e il suo modello è esportato nelle altre costituite e costituende associazioni psicoanalitiche. Un anno prima ancora Eitingon aveva contribuito a fondare quello che Freud considerava il più importante organo del movimento psicoanalitico: la Internationaler Psychoanalytischer Verlag.

Nel 1924 Freud lo “invia” in Francia perché partecipi alla costituzione del gruppo psicoanalitico francese. Eitingon aveva a suo tempo persuaso Laforgue (che sarebbe divenuto il il primo presidente della Società Psicoanalitica di Parigi dal 1926 al 1930) a fare un’analisi con Eugénie Sokolnicka, un’allieva di Freud e di Ferenczi.

Succede a Abraham nella presidenza dell’Associazione Psicoanalitica Internazionale (elezione nel 1927 in occasione del Congresso IPA svoltosi a Innsbruck ).

Emigrato in Palestina fonda un’associazione psicoanalitica a Gerusalemme.

Sua è l’affermazione, riferita a Freud il 2 dicembre 1922 in seguito a un soggiorno londinese, secondo cui anche dopo la più lunga delle analisi un inglese rimarrà sempre un inglese (Etwas glaub’ich nach meinem Aufenthalt in London zu wissen: das ein Engländer auch nach der längsten Analyse ein Engländer bleiben wird).

Sua anche l’icastica espressione con cui riferisce a Freud l’impressione suscitata, in seno al Comitato Segreto, dagli scritti “eretici” di Rank e Ferenczi del 1923-24 (il rankiano Trauma della nascita e il rankiano-ferencziano Prospettive di sviluppo della psicoanalisi), scritti che hanno avuto l’effetto di una bomba: Im Komitee hatten die neuen Bücher wie eine Bombe gewirkt.

Approfondimenti

La questione dell’analisi condotta dai non medici

Links

Max Eitingon (il capitolo “Max Eitingon. The Organization of Psychoanalytic Training”, redatto da Sydeny L. Pomer, inserito nel volume Psychoanalytic Pioneers, curato da F. Alexander, S. Eisenstein e M. Grotjahn, 1966, 2a ed. 1995)

Max Eitingon (in inglese)

Max Eitingon (in inglese)

The Mystery of Max Eitingon e MAX EITINGON: ANOTHER VIEW

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Eitingon, M., a cura di, I primi dieci anni dell’Istituto Psicoanalitico di Berlino, in Psicoanalisi in tempo di crisi, a cura di F. Gazzillo e A.Fontana, Borla, Roma, 2011.

Prefazione alla nuova edizione di Anna Freud (1970).

BIOGRAFIA

Sydney L. Pomer, Max Eitingon. The Organization of psychoanalytic Training, in F. Alexander-S. Eisenstein-M. Grotjahn (a cura di), Psychoanalytic Pioneers, 1966 (nuova ed. 1995).

Neiser, E. M. Johann, Max Eitingon. Leben und Werk, 1978.

Kloocke Ruth, Mosche Wulff. Zur Geschichte der Psychoanalyse in Rußland und Israel, 2002.

EPISTOLARI

Sigmund Freud-Max Eitingon, Briefwechsel 1906-1939, pubblicato nel 2004 (in due volumi)

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