Dreifuss Gustav

dreifub1Zurighese di nascita (1921), si forma all’Istituto C. G. Jung di Zurigo (analisi con Erich Neumann).
Nel 1959 immigra in Israele (a Haifa) dove diviene presidente della Israel Association of Analytical Psychology.
Un’ampia selezione di suoi articoli è pubblicata, in ebraico e in inglese, in Papers 1965/1984.
Tra le pubblicazioni in italiano (editore Giuntina): Abramo: l’uomo e il simbolo (con Judith Riemer, 1994), Maschio e femmina li creò. L’amore e i suoi simboli nelle scritture ebraiche (1996).

Alexander Liban, “Gustav Dreifuss e l’anima calpestata”, in C. Trombetta (a cura di), Psicologia analitica contemporanea, Bompiani, Milano, 1989

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Gustav Dreifuss, On Jung’s “anti-Semitism”

Sono convinto che loro (Erich Neumann, Gerhard Adler, James Kirsch, Sigmund Hurwitz, Aniela Jaffe, Rivkah Schaerf Kluger) avrebbero lasciato Jung se l’avessero sentito antisemita.

Sul costrutto dreifussiano “relazioni consce come relazioni terapeutiche”

“Quando usa questo concetto e ne spiega il suo significato terapeutico, egli suole dire che ciò che unisce l’analista e il paziente è la condizione comune di individui appartenenti al genere umano e ciò ha un’influenza determinante sull’esperienza interiore dell’analista. Per il paziente tale contatto è importante perché, quando inizia la terapia, prova spesso un senso di ansia e di alienazione nei confronti dell’umanità…In termini junghiani possiamo dire che, mentre il sintomo consente all’analizzando di sentirsi particolare, il contatto conscio lo riconduce al generale, all’umano.”

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