Psicologia della profezia

Psicologia della profezia, Roma, Di Renzo Editore, 1993 – Estratto

E’ possibile leggere la psicoanalisi come un movimento profetico e considerare gli psicoanalisti delle origini come altrettanti profeti. Come e cosa hanno profetizzato Freud e Jung, Rank e Ferenczi? E che ne è, oggi, delle loro profezie?

Psicologia della profeziaPer ben tre volte, nei mesi di aprile, maggio e giugno del 1914, Jung sognò che la terra era stata ricoperta, in piena estate, da una grande ondata di freddo polare e che gli uomini l’avevano abbandonata. Nel terzo sogno, tuttavia, appariva un albero senza frutti le cui foglie, trasformatesi in dolci grappoli, egli stesso coglieva per distribuirle a una grande folla in attesa. L’immagine della distribuzione, stando alla lettura datane dallo psicoanalista John Gedo, dimostrerebbe come Jung fosse divenuto il profeta d’una nuova religione, il “profetico dio della vite”. Quest’ultima immagine, a sua volta, era comparsa in una densa lettera indirizzata da Jung a Freud in data 11 febbraio 1910. In essa Jung scriveva che la psicoanalisi doveva assumere il ruolo eonico di rimpiazzare in maniera equivalente duemila anni di cristianesimo…

… una certa vocazione profetica non sembra esser stata estranea al circolo psicoanalitico riunito intorno alla persona di Freud. E forse non è in gioco soltanto una “certa” vocazione, ma “la” vocazione della psicoanalisi, il modo elettivo della sua volontà di potenza.

Freud stesso si riteneva, come risulta ad esempio da una lettera a Wilhelm Fliess, un “profeta”. In una lettera inviata a Freud in data 7/3/1909 Jung può affermare di Ernst Jones… che “non ha la natura del profeta, non è quindi un precursore…”. La psicoanalisi nasce improntata a una riconoscibile cifra profetica…

“Media” profetici sono per Jung, senza dubbio, la visione e il sogno, ma il loro elenco non termina qui. Le profezie sono pronunciabili, nell’ottica guadagnata da Jung, oltre che sulla base delle proprie fantasie, dei propri sogni, delle proprie visioni, anche a partire dalle fantasie, dai sogni (soprattutto) e dalle visioni altrui.

Il grande vantaggio di Jung su Maimonide e Spinoza e, potremmo dire, sui profeti stessi, è insomma costituito dalla nuova dimora acquisita con la rivoluzione psicoanalitica: l’osservatorio analitico. L’osservatorio analitico assurge insomma a “medium” dei “media” profetici…

Condividi:
L'autore
Giorgio Antonelli
Giorgio Antonelli