La tigre e il vento. La magia del corpo in terapia

in Giornale Storico del Centro Studi di Psicologia e Letteratura, 3, Giovanni Fioriti Editore, Roma, 2006

Trascendere l’io

All’ascolto del canto delle sirene, ai tempi di Omero, Ulisse si legò all’albero della sua nave per resistere e non essere travolto da quel canto attraente e terribilmente spaventoso, dal fascino perverso del mondo infero, femminile. Nel mondo magico, come ci raccontano per esempio Ernesto De Martino o Lévi-Strauss, i nostri antenati, così come ancora oggi i nostri attuali primitivi, si legavano a sassi che li trattenevano a terra quando venivano travolti da un’intensa emozione, ed evitavano così di “perdere la loro anima”.

La differenziazione dell’io dalla matrice inconscia primordiale, indispensabile all’evoluzione della civiltà, ha richiesto all’uomo un alto tributo: la perdita del “paradiso”, della totalità e pienezza originaria. La conquista della coscienza, ancora non consolidata per l’uomo primitivo e a quanto sembra neanche per un Ulisse spaventato, sembra subire nel nostro mondo attuale una sorte contraria, nel senso che i suoi confini troppo rigidi e la sua figlia prediletta, la “Scienza”, sono diventati per l’uomo moderno, una prigione. La nostra epoca è caratterizzata soprattutto dalla separazione tra l’ego razionale e l’unità primordiale con la natura, dalla perdita della “participation mystique”. Da ciò conseguono, secondo Richard Tarnas la repressione e il dominio da parte della cultura maschile razionale, egoica, del principio femminile in quanto istinto, emozione, fecondità, Mistero, Natura.

Uno dei paradossi della natura umana è che un ego così duramente conquistato venga dalle nostre più antiche tradizioni di “saggezza” spirituale esortato a lasciarsi morire. Con una vaga promessa: “la salvezza”. Nel suo interessante libro, intitolato “The passion of the western mind”, Tarnas traccia le varie tappe di questo percorso di sviluppo della coscienza occidentale dall’antichità fino ai giorni nostri e analizza le attuali, drammatiche conseguenze dell’“impermeabilità” del nostro confine egoico e della predilezione tipicamente occidentale per la “separatezza”, il paradigma della scienza che affonda le radici nel vecchio modello “newtoniano-cartesiano”. Una coscienza, la nostra, secondo Tarnas, oggi testimone del proprio tramonto e che sembra aspirare al superamento dei suoi stessi limiti. Il desiderio più profondo sepolto nell’inconscio dell’uomo moderno è quello di superare questa frattura e di riconciliarsi col femminile interiore. Riconciliazione questa che, secondo Tarnas, è sempre stata la meta recondita di tutto lo sviluppo intellettuale dell’occidente. La frase di Einstein nel suo libro “Come io vedo il mondo” appare emblematica di questo nuovo approccio dell’uomo alla sua stessa coscienza: “Il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura e in che senso egli è giunto a liberarsi dall’io”.

Abstract

Fin dai tempi antichi l’uomo è consapevole che nei meandri più remoti del proprio mondo interiore giacciono infinite risorse di energie inutilizzate. Nelle pratiche di guarigione psichiche più primitive si faceva appello alle potenzialità istintuali e spirituali del corpo e dell’anima in colui che ricerca, attraverso i sogni, il ritmo pulsante dei tamburi, la danza, la respirazione, i gesti magici … nell’intento di liberare energia ed arricchire così la propria vita, di attingere a quel “qualcos’altro” che permea ogni gesto rituale così come ogni azione quotidiana. Cerimonie e rituali, corpo, movimenti, suoni e respiro: spazi di congiunzione tra corpo e anima, sono presenti anche in questa descrizione del percorso terapeutico e esistenziale di Laura. Attraverso il flusso imponente dei suoi sogni, i messaggi che l’inconscio rivela attraverso il corpo e le esperienze di “Respirazione Olotropica”, gli dèi dimenticati e vendicativi emergono, attraverso la sofferenza, dalle oscure profondità dell’anima verso la luce, vengono ascoltati, coccolati e riveriti e fanno così ingresso sulla scena della vita.

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L'autore
Virginia Salles
Virginia Salles