Il setting a distanza: riflessioni sulla e-psychotherapy

in PSICOTECH (Rivista della S.I.P.tech, Società Italiana di Psicotecnologie e Clinica dei Nuovi Media), anno 1 numero 2 Luglio – dicembre 2003, Franco Angeli Editore, Milano – Estratto

… dovremo considerare impossibile una psicoterapia on line se accettiamo l’assunto secondo cui lo specifico della relazione terapeutica richiede necessariamente “una situazione di vicinanza fisica” e quello, strettamente correlato, secondo il quale l’attività di interpretazione non può aver luogo o, comunque, appare poco proponibile in una relazione in cui analista e paziente non sono fisicamente vicini.

Se riteniamo imprescindibile quell’assunto, allora, non resta che invalidare ogni relazione psicoterapeutica on line in quanto tale.

Occorre però stabilire se effettivamente il criterio della vicinanza fisica sia a tal punto imprescindibile e vincolante.

Ci sembra che questo modo di porre la questione sopravvaluti, per così dire, la lettera e penalizzi lo spirito, anzi, l’anima, la dimensione simbolica.

Ci sembra più probante porre al questione partendo dal considerare cosa veramente significhi rapporto analitico.

In altri termini: si può stabilire un rapporto analitico tra paziente e analista a prescindere dalla loro vicinanza fisica?

E’ importante ribadire che appunto questo viene configurato dalla psicoterapia on line: una dialogo nel quale può strutturarsi un rapporto analitico, ovvero un rapporto nel quale i due analizzanti analizzano e possono – proprio in virtù di un movimento dialettico condiviso – accedere a possibili cambiamenti e trasformazioni.

Ciò può avvenire a dispetto della distanza geografica, dell’assenza della fisicità dei due contraenti, a dispetto della asincronia (come nel caso della psicoterapia via e-mail), nell’impossibilità di una condivisione visiva del volto dell’altro (come nel caso della psicoterapia via e-mail e via chat).

Secondo noi al fondo la cifra caratterizzante il rapporto che si viene a stabilire è quanto sopra abbiamo indicato come ancoramento, elemento che si connette alla dimensione simbolica e non necessariamente alla presenza.

Anche in un setting a distanza si può fare anima.

Il fare anima non passa necessariamente attraverso la condivisione di una fisicità.. Potremmo dire che antiche dottrine, come quelle che riguardano la capacità di automovimento dell’anima, trovano oggi forse imprevedibili concretizzazioni.

L’anima che si muove da sola, platonica e medioplatonica, è la dimensione che si cala nel rapporto terapeutico on line. L’anima che unisce nel rapporto i due contraenti lontani ancorandoli a sé, al proprio automovimento.

E’ di questo automovimento dell’anima, corrispettivo in fondo della dimensione simbolica, che si avvalgono i due analizzanti in una psicoterapia on line.

Lo scambio d’una email – che presuppone un pensare, uno scrivere, un inviare – può veicolare un movimento che – in modo legittimo – s’intitola all’anima e alla sua irrinunciabile tensione al rapport

La parola scritta dall’altro ha effetti su di noi, contribuisce a costruire una storia comune, anche un registro comune, condiviso.

L’altro è nel rapporto comunicativo e quindi nel rapporto, ancorato a un rapporto.

Per quanto detto, paradossalmente potremmo anche affermare che proprio nella psicoterapia on line – in questo nuovo luogo del fare analisi – e forse proprio a partire da una serie di mancanze (mancano i volti, mancano le voci, manca la fisicità), si rivela la realtà dell’anima, la sua effettività che non abbisogna dei vincoli della lettera.

Quelli che abbiamo chiamato analizzanti, attraverso il loro riconoscersi nel dialogo e il loro condividere un registro di discorso, partecipano, a dispetto delle distanze, di una realtà simbolica che contiene in sé forme possibili di trasformazione.

Concludiamo per ora le nostre note esprimendo la credenza che, in campo psicoterapeutico, la tradizione ed il cambiamento siano integrabili.

Da poco superato il millennio, crediamo che le forme analitiche tradizionali possano proficuamente fondersi con le innovazioni tecnologiche.

Non possiamo – oggi – prefigurare gli sviluppi futuri, ma possiamo prevedere che il tempo a venire sarà sempre più fortemente caratterizzato dall’impiego dei nuovi mezzi di comunicazione.

Hermes continuerà a danzare con noi….

Condividi:
L'autore
Simonetta Putti
Simonetta Putti