Fame d’aria. La psicologia di José Angelo Gaiarsa tra corpo e spirito

in Giornale Storico del Centro Studi di Psicologia e Letteratura, 1, Giovanni Fioriti Editore, Roma, 2005 – Estratto

Gaiarsa pone al centro dell’attenzione l’apparato respiratorio con i suoi organi e analizza la respirazione nella sua intima relazione con il vissuto emotivo e nel suo significato più ampio di momento di congiunzione, nell’uomo, tra corpo fisico e spirituale. Il desiderio e le emozioni abitano nel petto e, se il petto non respira liberamente, il cuore non può sentire e non può desiderare, rimane oppresso. “L’esperienza viva” è quindi cardiopolmonare, in quanto polmoni e cuore non hanno senso l’uno senza l’altro e la loro funzione primaria è una sola: assorbire e distribuire l’ossigeno e con esso “spirito e vita” in tutto il corpo.

Nelle sue opere Gaiarsa compie un’interessante sintesi, una vera e propria congiunzione degli opposti, tra la “psicologia del profondo” di C. G. Jung e quella “del corpo” di W. Reich, proponendo una più completa visione dell’uomo. I libri di Gaiarsa sono allo stesso tempo l’esposizione di una teoria e la storia di questa teoria. In essi l’autore, con frasi scherzose e un linguaggio molto soggettivo che imita il dialogo interiore, racconta fatti personali, peculiarità della propria vita, le sue battaglie personali lungo un difficile e travagliato percorso evolutivo

Quando parliamo dell’atmosfera, dell’aria e della respirazione utilizziamo parole simili a quelle che usiamo per descrivere alcuni concetti religiosi. Per esempio, le parole usate per descrivere l’aria, il vento, il soffio, sono le stesse che esprimono idee come la Vita, lo Spirito, Dio… Gaiarsa ci propone alcune analogie: l’atmosfera come Dio è infinita, l’aria, come Dio sta misteriosamente in tutti i posti allo stesso tempo: è onnipresente. Dio vede tutto, è il Trasparente e il Luminoso per eccellenza: è luce. Le parole camminano nell’aria che le contiene tutte: è onnisciente.

Non si è mai sentito dire che gli uomini lottassero tra loro per l’aria che respirano. Cosa strana, gli uomini hanno lottato per tutto ciò che esiste di concreto, immaginario o simbolico che sia…però mai per l’aria che esiste in abbondanza per tutti: i buoni e i cattivi. Quindi l’aria come Dio è amore.

L’atmosfera come lo spirito sta sempre “in alto”, “là sopra”, “in cielo”, così come i paradisi, come tutto ciò che è “buono”. Tutto ciò che viene “dall’alto” è superiore, “elevato”; dal basso vengono i mostri e i demoni. Il Grande Spirito quindi può essere soltanto l’Atmosfera che per Gaiarsa non è soltanto modello per concetti psicologici, “simbolo” di fenomeni interiori; ma è di fatto nostro Dio, che crea, dà la vita e la sostiene.

Secondo le nostre tradizioni all’inizio “lo Spirito aleggiava sopra le acque”. La forza invisibile non aveva ancora formato né creato, né vivificato niente. Dio ha fatto l’uomo dall’argilla e solo in seguito, quando soffiò l’aria nelle sue narici, gli diede la vita”. La relazione più vitale dell’essere umano è quindi con…l’aria, l’invisibile che dà la vita e senza il quale moriamo. La nozione di vita è così intimamente legata a quella di respirazione che lo stesso termine espirazione è passato a significare l’estinzione della vita, espirare è morire; e il termine ispirazione l’elevazione della vita a livelli sovra-umani.

Tutte le idee relative alla parola spirito sono fortemente legate alla respirazione, sia concretamente sia simbolicamente: l’aria, l’invisibile stanno sempre simultaneamente dentro di me (polmoni) e fuori di me (atmosfera). Da questo punto di vista è difficile distinguere ciò che è mio da ciò che è di tutti, il “Grande Spirito”, l’atmosfera. In relazione all’atmosfera tutti noi siamo Uno.

La respirazione è il nostro automatismo più antico e generalmente un’azione inconscia. La maggior parte delle persone non ha alcuna coscienza della respirazione, non la percepisce come qualcosa che si fa attivamente, ha invece l’impressione ingenua che l’aria che la mantiene viva entri nelle narici per forza propria. Quando l’aria “si ritira” da noi, noi espiriamo: moriamo. In relazione al Grande Spirito noi ci riempiamo di vita (viviamo) o ci svuotiamo (moriamo, i morti non respirano). Quindi se non siamo Uno con il grande spirito, semplicemente non siamo. La respirazione in quanto presenza viva è quindi Signora della vita e della morte e l’aria come Dio è vita.

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L'autore
Virginia Salles
Virginia Salles