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Vol. 4 – Psicologi(a) & comunicazione

Psicologi(a) & comunicazioneVolume 4, aprile 2007

Editoriale

Psicologia e comunicazione è un tema infinito nel quale è facile, certo non dolce, naufragare. Non si può non comunicare, lo sappiamo bene, non si può non affrontare una problematica così vitale. Nel presente numero del Giornale Storico, che include gli Atti dell’8° Convegno del “Centro Studi di Psicologia e Letteratura fondato da Aldo Carotenuto”, tale problematica viene declinata, come si conviene, dato l’argomento, e come è tradizione del Centro Studi, a partire da plurimi punti di vista. S’inizia nel segno della televisione (l’articolo di Giorgio Antonelli) e si procede con la medi-cine-terapia (cui sono dedicati gli articoli di Enrico Santori e Amedeo Caruso), col teatro (Marcello Cotugno), con la farmacia (Antonio Dorella). Sono inoltre affrontati, nell’ottica della comunicazione, gli ambiti del sogno (Ferdinando Testa), della psicoterapia (Valeria Verrastro), della relazione in ambito lavorativo e di coppia (Roberto Cantatrione), dell’emergenza del femminile (Virginia Salles). Una segnalazione particolare merita l’articolo di Ignazio Licata che declina la problematica della comunicazione a livello epistemico, di logica del processo, di emergenza (nozione peculiare dell’approccio sistemico-cibernetico), di biologia sintetica (artificial life).

Nella rubrica Viste il cinema viene ripreso in considerazione, com’è tradizione della nostra rivista. Da una disamina di una “vecchia” pellicola, I Laureati, riletta alla luce dei costrutti di SuperIo e Ideale dell’Io da Alessandro Uselli, a Big Fish riletto da Antonella Mazzeo nell’ottica del rapporto menzogna/comunicazione, da L’Arte del sogno (Benedetta Rinaldi) alle tre microrecensioni di film non inattuali proposte da Amedeo Caruso (Essere e avere, Diario di un maestro, Nel paese dei sordi) e a Il Grande Capo (Daria Filippi). Apre la rubrica una rivisitazione della X Mostra Internazionale di Architettura, “Città. Architettura e società”, Venezia 2006, curata da Laura Viceconte e la conclude una breve disamina della pubblicazione delle Lettere di Jung curata da Giorgio Antonelli, una pubblicazione di cui il meno che si possa dire è che è arrivata al lettore italiano con un incomprensibile e reprensibile ritardo.

Segnaliamo infine le interviste allo psicologo transpersonale Stanislav Grof, che si è anche espresso a riguardo della difficoltà di comunicazione tra psicologia accademica e psicologia transpersonale, e al regista dell’Ombra Vittorio De Seta, cui siamo grati per la sua disponibilità, per il valore dei suoi ricordi e, in particolare, per la sua testimonianza su Ernst Bernhard.

Giorgio Antonelli

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