Klein, il silenzio, Winnicott e Margaret Little

Margaret Little sulla Klein, Winnicott e se stessa

La Klein insiste sulla necessità di usare il suo linguaggio in un modo che è tipico dei dittatori. E le persone che indica come suoi validi sostenitori sono davvero molto strane.. Sylvia Payne (che era una vecchia pettegola terribile) per un certo periodo fu l’analista della Klein… (la Klein) guardava le persone dall’alto in basso con l’aria di un cammello innervosito. Sentii dire anche che Hanna Segal era determinata a demolire Winnicott…Naturalmente anche io dovevo essere demolita”. (da una lettera inviata da M. Little a Robert Rodman il 13 maggio 1987).

Melanie Klein sul silenzio in analisi

1941

M. Klein, Analisi di un bambino. Il metodo della psicoanalisi dei bambini esaminato attraverso il trattamento di un fanciullo di dieci anni, 1961, Torino, Boringhieri, 1981.

Particolarmente interessante, per quanto attiene alla questione del silenzio, è la nota alla quarantottesima seduta del caso di Richard, trattato nel 1941 e il cui resoconto è stato pubblicato venti anni dopo. In essa M. Klein afferma che spetta allo psicoanalista attribuire senso al silenzio dei propri pazienti. E ciò si applica sia agli adulti sia ai bambini. M. Klein ritiene che al paziente vada concesso un tempo di silenzio nel quale possa superare le sue difficoltà a parlare. E, tuttavia, se il silenzio si prolunga (ad esempio per 15-20 minuti), i suoi motivi vanno interpretati E i suoi motivi possono anche aver a che fare con la seduta precedente. Osservazione, quest’ultima, che era stata formulata, come s’è detto, da Imre Hermann, allievo di quel Ferenczi che aveva iniziato la Klein alla psicoanalisi. Non tutti i silenzi, però, vanno «interrotti» con una interpretazione. Tali sono i silenzi che esprimono soddisfazione, piacere di stare con l’analista e quelli in cui il paziente sta tentando di scoprire qualcosa di sé. Dare un senso al silenzio dei propri pazienti equivale in qualche modo a quello che Bion chiamerà il sognare l’analisi da parte dell’analista. (G.A.)

Vedi anche: Rickman e il silenzio di Freud

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